Parlando, di parlare ardir mi porse   Leave a comment

Oggi ricorre il terzo anniversario dalla scomparsa del Professor Marra. Ricordo benissimo la telefonata di Giuseppe Ciamarra, ricevuta mentre mi trovavo ancora a Castello.

Qualche tempo fa, il 12 giugno scorso, dopo i lunghi sforzi compiuti con invidiabile costanza da Massimo Bellina, ha finalmente avuto luogo la cerimonia di Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato 3 settembre 2013 da markwalls in A Walls Life

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Un pensiero per Djordjo   2 comments

L’altro giorno pensavo di trovarmi alla funzione sbagliata.

Non solo perché mai avrei voluto essere a QUEL funerale…ma soprattutto perché tutti continuavano a parlare di Giovanni…mentre per noi era e rimarrà sempre Djordjo (grafia che tenta di rendere la pronuncia maceratese di Giorgio).

Già, Djordjo. Questo perché, quando eravamo bimbi (tutti noi, che da sempre abbiamo frequentato quella casa), lui non aveva imparato tutti i nostri nomi…e chiamava genericamente ognuno Giorgio (o, meglio, Djordjo). Col passare del tempo, pertanto, il nome di Djordjo era rimasto a lui (o almeno io la ricordo e la voglio ricordare così).

Ho conosciuto Federico (Svit) più o meno nel 1987 (anche se, come TUTTI NOI, ha passato ogni estate della sua vita a Castello) e poi, meglio, nel 1989 (quando, almeno per me, si è creato il primo nucleo del ‘nostro’ gruppo). Più a fondo dal 1991 (l’anno fantastico degli scacchi a Castello). Come ognugn sa, la leggenda (che io stesso ho provveduto a creare e diffondere) vuole che nel 1994 io abbia deciso dal nulla di iscrivermi a Fisica per causa sua.

Insieme a Fede, ho conosciuto Francesca e Mauro…e poi pian piano i cugini Zamora e Rino…e tutta la famiglia: Mama Anton e Djordjo e via via tutti gli altri. A casa Stivoli, tra Castello e Roma, ho mangiato, dormito, giocato. Passato svariati Capodanno. Negli ultimi anni, oltre al tradizionale ed immancabile Ferragosto da loro, quando arrivavo/rimanevo solo a Castello, ero ospite fisso da Mama Anton per i pasti (anche in assenza di Svit). Quante volte mi sono presentato sotto la sua finestra per dirle che accettavo il suo gentile invito a pranzo/cena (che ovviamente lei non mi aveva mai fatto giungere!). Non sono stato mai rifiutato…anche perché, diciamolo pure, a casa Stivoli è difficile che manchi cibo, anche aggiungendo a buffo un certo numero di persone in più.

Djordjo non era tipo da alzarsi dalla poltrona per venirti a salutare quando entravi a casa sua. Non era tipo da dire “Ehi, Amico Mio: ciao. Apro per te la bottiglia di vino buono”. Questo non vuole affatto dire che non fosse ospitale. Tutt’altro. Era proprio per questo che io, e tutti noi, ci siamo sempre sentiti di famiglia e mai di troppo. A casa Stivoli non puoi mai sentirti di troppo o non voluto. Djordjo poteva darti “ordini”, quasi come li avrebbe dati a uno dei figli (solo, forse, con maggiore probabilità di essere ascoltato 😛 ). Per questo ho sempre sentito e continuerò a sentire la Grande Famiglia Stivoli come (e più di) una seconda Famiglia.

Ho partecipato ai matrimoni di casa Stivoli. Ora sono stato qui per un momento molto doloroso per tutti noi. Alcune delle persone non della famiglia, altri amici accorsi da Roma o in ogni caso da fuori, vedendomi arrivare mi hanno detto “Mi aspettavo proprio di trovarti qui”. Ci mancherebbe. Anzi: ge mangherìa. Ma come ge pénzi?!

Per chi non lo sapesse, io a Castello ho casa sulla Piazza. La mattina, nel consueto dormiveglia, ho sempre avuto il piacere di sentire distintamente, da dentro il mio letto, le voci delle persone che la popolano. La mattina tante volte sentivo la voce di Djordjo.

E mi piace ricordarlo (oltre che da Rita, impegnato nel consueto Tresette/Briscola con Sergio e Pippicocco e tutti gli altri) con la sua maglietta gialla o con una comunissima maglietta bianca, le mani dietro la schiena (nella sua posa inconfondibile), a portare Homer a spasso. Un’altra leggenda (a questa “credo” di più, sebbene la fonte sia la stessa) racconta che fui io a suggerire il nome per il cagnolino di casa Stivoli.

Spesso Djordjo passava sotto il nostro balconcino e si fermava a scambiare una parola con la Rev (fino a quando ha avuto la forza e la voglia di venire a Castello…quindi fino al 2005). Una volta, le disse: “Io quando vedo questi ragazzi…che sono cresciuti assieme…e ancora stanno tutti assieme…io mi commuovo”. E non dubito si sia commosso anche mentre diceva questo. Djordjo si commuoveva spesso. Sempre. L’affetto che ha sempre provato per i figli non riuscirei a descriverlo. Avete presente l’affetto che un padre può provare per i propri figli? Ecco, Djordjo ne era la dimostrazione massima e più convincente.

L’altro giorno, in chiesa, guardandomi attorno ho visto tutti i volti di noi che siamo cresciuti assieme…di noi che, per motivi diversi, siamo transitati per casa Stivoli e l’abbiamo frequentata. Tutti insieme, sempre. Magari lontanissimi, senza sentirci per giorni. Ma sempre sempre amici e sempre assieme, in quella che ancora oggi non ho dubbi a descrivere come la cosa più bella ed importante che mi sia mai capitata.

Si sarebbe commosso, Djordjo, a vederci ancora tutti lì, assieme. Ma Djordjo, si sa, si commuoveva sempre.

Quando sono andato a salutare Mama Anton, prima della celebrazione, lei mi ha solo detto: “Djordjo se n’è andato”. Avrei voluto/dovuto risponderle che Djordjo lei ce l’ha davanti tutti i giorni: Fede, il Bottone, Francesca…tutti sono tantissimo Djordjo. Lo so, un po’ banale. Ma non sono bravo a trovare buone risposte, soprattutto per queste cose. E allora, come sempre, meglio parlare con le parole di altri:

How’s the boy and the girl
And the lives that lie ahead […]
And the babies come and grow
And the mothers laugh and cry
And the men know who they’re working for
And what’s more they know why
Cause its happy to be said
When tears can laugh at pain
And if you love the thought of love
Your birth will never end and how’s the family – how’s the family

(come stanno il ragazzo e la ragazza / e la vita che li aspetta / e i figli arrivano e crescono / e la madri ridono e piangono / e gli uomini sanno per cosa lavorano / e, ancora di più, sanno perché / Perché è bello sentirsi dire / quando le lacrime possono ridere davanti al dolore / e se ami l’idea dell’amore / la tua vita non avrà mai fine / Come sta la famiglia? / Come sta la famiglia?)

[“How’s the family”, dal debutto “Aquashow” di Elliott Murphy, 1973]

A Djordjo. Ai miei Amici. Alla mia Famiglia.

Pubblicato 12 marzo 2012 da markwalls in A Walls Life, Mi ricordo...

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Primo stipendio   2 comments

Nevica…nevica sulle pagine di questo blog (solo fino al 4 gennaio!)…e nevicava a Parigi quando sono arrivato, ormai gia’ quasi una settimana fa…ora sono a casuccia…e davanti a me ci sono una quarantina tra libri e CD nuovi, in parte pagati – assieme alla trasferta transalpina – con il primo stipendio del nuovo lavoro…e in parte acquistati per conto dei miei nuovi datori di lavoro.

Ok, si’…un passo indietro. Il vecchio Live Space, “aperto” assieme a “Il Grande Cocomero”, si e’ trasferito su WordPress.com (migrazione sponsorizzata proprio da Windows Live…)…come non mancherete di notare, non tutto e’ arrivato sano e salvo; alcune cose sono (ahime’!) andate perdute per sempre (il guestbook…), altre torneranno pian piano…”[…] qui e’ tutto vita-natural-durante […]” come direbbe un noto personaggio (non sapete chi e’? Curiosi? Soluzione!…ma dovete arrivare fino in fondo!).

Detto questo, soprattutto a favore dei nuovi (numerosissimi, immagino…) lettori…riprendiamo a scrivere anche qui!

Allora…la trasferta parigina (ok, confesso subito: non ho foto…) e’ andata molto bene…ospite da Svit & Spertika, la difficolta’ piu’ grande e’ stata resistere al freddo polare (e sapete quanto io ami il freddo…). Al di la’ di questo, Parigi – alla mia seconda visita, dopo quella di un anno e mezzo fa, ospite da Bambouge anche con Xulo – mi ha dato la stessa impressione: un unico, grande, monumento…anche se questa volta ho potuto apprezzare (libero di stare per fatti miei durante il giorno e affrancato dall’obbligo di visitare 5 musei in 4 giorni…) il lato piu’ “cittadino”. Perfetta per un “trentenne atipico” come me, abituato a vivere a Roma senza patente…Devo ancora un po’ prendere le misure con le distanze, ma mi oriento abbastanza…e insomma tutto ok!

Sicuramente l’aspetto migliore e piu’ coinvolgente e’ stata la frequentazione di facce vecchie e nuove…tra amici che dire amici e’ riduttivo, persone che avevo dimenticato di aver frequentato, loschi figuri che in pratica conoscevo senza conoscere…visto che la comunita’ dei fisici e’ tutto sommato piccola e ci si conosce un po’ tutti…insomma, anche se vai a Parigi, nun c’e’ scampo!

Pero’ devo dire che mi hatto super-fatto-piacere vedere come il gruppo fosse molto coeso e sperimentato anche includendo personaggi esterni al mondo della Fisica! Insomma, grazie per le ottime serate, tra “vergini di entrecote” e “pianisti sull’oceano”!…il tutto, nemmeno a dirlo, inframezzato da momenti di condivisione cibaria e innaffiato da buon vino!

…ed ora pian piano si torna al nuovo lavoro…ah si’…non ve l’ho detto, giusto?! Al momento lavoro per una piccola societa’ che si occupa di formazione e consulenze per dirigenti, nel campo delle reti bayesiane…quindi realta’ un tempo distanti come “risk management” e “decision making” stanno diventando il pane quotidiano. Finche’ c’e’ Bayes, daje. Ottimo. Bene cosi’!

La recente inaugurazione di Amazon.it ha portato la copiosa mole di nuovi arrivi sulla mia scrivania. Tra l’altro sto scrivendo scomodissimo, perche’ sono ancora quasi tutti qui sopra e mi guardo bene dal levarli per far poste alle mie braccia…

A parte i libri “di lavoro” (alcuni fichissimi, sgravati…) – che, come detto, in buona parte non sono “personalmente” miei – ci sono ricchissimi nuovi arrivi “musicali”…e anche, confesso, un paio di libri di Fisica…che non ho mai acquistato per i prezzi proibitivi (e perche’…ehm…come dire…ho avuto modo di leggere in “altro modo”…) ma che ora, con il 30% off di benvenuto del punto it non ho potuto piu’ tenere lontani da me!

Fronte musicale: per prima cosa, un libro. La biografia dell’amato Warren Zevon scritta dall’ex-moglie. I 32 capitoli prendono ognuno il titolo di una canzone di Warren. Scontato e banale? Forse, io ho instant-pianto lo stesso!

Fronte CD, nello specifico…per far contenti e/o rabbrividire a vicenda tutti quanti, un po’ alla volta (Nota: metto un video per ciascuno, come link).

Inizio dagli amici metallari, meno inclini a perdonare quanto seguira’ dopo, I suppose :P. Quindi, in attesa che dalla Francia mi arrivi il primo dei Fifth Angel (capolavoro, come piu’ o meno tutti i titoli che seguono): “The Crimson Idol” dei W.A.S.P. (edizione cofanetto con 2CD per il 15mo anniversario); “Transcendence” dei Crimson Glory (inizio a tappare un po’ di buchi); l’eponimo degli Angel Witch (ed. 25mo anniversario); “Endless Sky” degli Ashbury (grazie Guido…lo metto assieme ai Fifth Angel come spessore!); “Middle Earth” di Bob Catley e “On a Storytellers Night” dei Magnum (finalmente acquistati dopo centinaia di ascolti); DeLuxe Edition in doppio CD di “Mob Rules” dei Black Sabbath (grazie Ronnie…davvero imbarazzante scegliere un pezzo da linkare per quest’album!) e infine “Stranger in Us All” dei Rainbow…perche’ “Black Masquerade” mi piace e pure (perdonami Ronnie…) la versione di “Still I’m Sad” non e’ male (certo, non e’ questa…che diamine! Best live act ever!).

Ok, per l’altro lato del cielo, abbiamo: due superclassici, “Damn the Torpedoes” di Tom Petty & The Heartbreakers (lo so, per voi Tom Petty, Mike Campbell e – soprattutto – Benmont Tench sono degli sconosciuti…) e “Alone Together” di Dave Mason (mi ha dato la stessa senzazione di quando ho comprato “Forever Changes” dei Love…); poi due uscite piu’ recenti, “The Open Road” di John Hiatt (ascoltato per caso da “Profondo Rosso” accompagnando Xulo…) e “Leave your Sleep” (ovviamente versione in 2CD) per “the lovely” Natalie Merchant (per questi ho linkato video del passato, perche’ davvero ancora non li ho ascoltati!); a corredo, “Begin to Hope” di Regina Spektor, visto che ormai da quasi un mese non posso smettere di ascoltare la versione live di “Fidelity” (grazie a “moglie” Irene!) e (FINALMENTE MIO!) “The Salvation Blues” dell’ex-Jayhawks Mark Olson: confezione carinissima stile libro!

Detto questo, benvenuti e benritrovati “Sotto il Ponte di Pietra”…e capite da soli che i recenti acquisti saranno ottime scuse per futuri post sul “Grande Cocomero”!

Pubblicato 7 dicembre 2010 da markwalls in A Walls Life, Bayes, Trekking & Trips

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Cose da fare a Castello (mentre sei vivo)   2 comments

Stamattina mi sono alzato con comodo (verso le 10:30)…e dopo una blanda colazione (frutta e yogurt) ho preso il pc e sono venuto a scrivere un po’. Sono al fresco delle vecchie panchine di marmo presso l’Acqua della Salute, un angolo di Castello dove penso di aver passato la maggior parte della mia infanzia castellana, prima di iniziare a frequentare buona parte di quelle figure che ancora oggi, e non solo qui, popolano le mie giornate. Certo, un tempo qui era tutto piu’ bello…si poteva attraversare il ponticelle di legno sul Nera e bere con le piccole mani giunte l’acqua che saltava via dalla roccia…o arrampicarsi con facili passi sulla parete (come in verita’ scoprii in eta’ piu’ adulta da Glenda!) per trovare una piccola nicchia con una madonnina, poco visibile dalla strada…

Ora il ponticello non c’e’ piu’, dopo troppi anni di abbandono…qualche panchina e’ stata sostituita…la cascata poco prima, verso la piazza, sotto la quale si poteva arrivare con facilita’ quando avevo pochi anni, ora e’ chiusa da una recinzione…Nonostante tutto, pero’, e’ ancora piacevole sedersi qui, presso il fiume, il cui incessante mormorio diventa presto parte dell’ambiente circostante…insieme forse a qualche turista di troppo per i miei desideri di solitudine e raccoglimento…ma ci va bene lo stesso 🙂

Oggi e’ il 24 di agosto ma, straordinariamente, le giornate sono ancore scaldate da un sole orgoglioso in un cielo di un azzurro che a Roma non mi sembra di conoscere. Solitamente, le giornate dopo il 16 del mese qui regalano qualche acquazzone pomeridiano, che lascia poi nel pomeriggio quell’odore misto di erba e asfalto bagnati che invece a Roma una volta ho ritrovato…percorrendo via Erode Attico in un pomeriggio di primavera di una decina d’anni fa (penso da casa di Svit sull’Appia stessimo andando in direzione Eur/Laurentina per giocare a bridge…).

Anche se le giornate sono stranamente assolate e calde (ma in questo assaggio di paradiso fa quasi fresco, con le spalle al fiume e all’ombra degli alberi!), il paese e’ ormai meno popolato. Il ritorno verso Roma (o verso altri lidi, per pochi altri) ha gia’ portato via quasi tutti i volti e le voci che sempre, da quando sono nato (chi prima o chi dopo…), riempiono le giornate castellane.

Per alcuni aspetti, questi forse sono i miei giorni preferiti. Quando si rimane in pochi, i vari gruppetti si uniscono, si perdono le millenarie “rivalita’ “, le distanze si appianano…e c’e’ la possibilita’ di spendere qualche ora di condivisione con persone che conosci da una vita e con le quali scambi magari solo un saluto (e le domande di rito…) all’arrivo e alla partenza. Anche i temporali estivi non mi dispiacciono, in verita’…aggiungono un po’ di sana malinconia al clima della partenza incipiente, rendono piu’ rotondo il senso dell’estate che si conclude…e forse rendono un po’ meno doloroso il pensiero di dover presto percorrere “la strada che non deve mai essere percorsa in QUEL senso” 😉

In questi giorni, piu’ che in quelli di maggiore affollamento, ci sono delle cose che di “devono” fare a Castello. Almeno per me. La mattina, ad esempio, mi piace scendere i due gradini che separano le camere da letto della mia casetta, arrivare in sala e spalancare la finestra sulla piazza…respirare a fondo l’aria sempre un po’ fresca…oltre i tetti delle case, percorrere con gli occhi il “profilo antico delle montagne”, che combatte in cerca di un po’ di spazio contro i confini del cielo, azzurro e limpido come qualche riga sopra…mentre i rumori e le voci (ahime’ sempre meno!) della piazza gia’ da qualche rintocco di campana hanno iniziato a fare compagnia al mio eterno dormiveglia mattutino…

Ieri ho riscoperto il piacere, a lungo dimenticato, di osservare Cesare tirare fuori dal forno il pane appena fatto. La sua lunga pala, il gesto sempre identico…andare a fondo, sempre parallela al terreno, e tornare fuori con due “filoni” bollenti. Da qualche anno, purtroppo, non dovrei mangiare pane e pizza…ma come si puo’ resistere al profumo inconfondibile che, fin da quando ero bimbo, percorre il breve tratto di strada dal forno alla mia casetta sulla piazza? La nostra posizione “strategica” in paese ci permetteva di sapere che la pizza era uscita (sempre ad un’ora diversa della mattina o del pomeriggio!)…come sprone per vestirci di fretta e correre a fare la fila da Cesare!

Acqua della salute…finestra spalancata nella mattina ancora fredda, la pizza di Cesare…una passeggiatina serale verso Nocelleto e Rapegna, o meglio la salita al “Nero Sabba” e discesa da Sarponicchio e Nocria…o ancora l’ascesa a Vallinfante e alle sorgenti del Nera e la ridiscesa da Gualdo…una mattinata ai giardini a leggere, dopo l’immancabile saluto a Rita…cos’altro mi serve?!

[questo post e’ stato scritto a Castello il 24 Agosto; viene pubblicato con una data diversa da quella effettiva per i motivi esposti qui]

Pubblicato 24 agosto 2010 da markwalls in A Walls Life

Sunday Walls   4 comments

Ok. Si’…e’, sempre e sempre piu’, una vita che non scrivo…eppure di cose ne sono successe parecchie, soprattutto tra ottobre e l’inizio dell’estate. Amen…recupero piano piano: stavolta voglio dedicare l’estate alla scrittura (ma soprattutto sul “Grande Cocomero”…).

Anyway, adesso ho una cosa fresca fresca (cit.) da raccontare, quindi prendo l’occasione al volo…”[…] e si va, come uno di loro […]”, ovvio (se per voi non e’ ovvio, la risposta e’, al solito, qui).

Mi sono qualificato per il Sunday Special di pokerstars.it, con un satellite da 20 eurelli che mi ha fatto risparmiare i 100 del buy-in. Partiti in 3421, alla fine del primo giorno eravamo rimasti in 72…ed io ero a quel momento 22mo. Primo premio, 75 mila euro. SETTANTACINQUEMILA. Ricchi 33mila al secondo…e financo il sesto ha gioito dei suoi dieci pezzi grossi…poi, mestamente, premi esponenzialmente ridotti per gli altri…

Alla fine ho chiuso al dodicesimo posto, dopo lunghissime ore passate al tavolo, incassando 1894 euro. Non male per un investimento di 20 euro (e piu’ di 15 ore, tra satellite e torneo, passate al “tavolo”), ma se ci pensate bene…ho sconfitto la concorrenza di piu’ di 3400 avversari…e un piccolo passo avanti in classifica avrebbe portato premi gargantuelici (cit.!!)…

Anyway…come sempre, per chi mi conosce (gia’…a proposito…ma chi mi puo’ dire in coscienza di conoscermi??), “[…] nun zo’ i sordi ca ve danno suddisfazione, no […]”…molto piu’, in generale, la consapevolezza di aver giocato bene…a dispetto di numerosissime circostanze fortunate (assolutamente indispensabili per arrivare cosi’ avanti in un torneo del genere), di un gioco inizialmente un po’ timido, ma sempre “posato” e “presente”…

No. Questa volta, la soddisfazione…grande, grandissima…non spiegabile, soprattutto non dalla righe di un blog…e’ venuta dal continuo e costante interessamento degli amici (pokeristi). Ad ogni pausa ho ricevuto due telefonate…addirittura il Campione del Mondo di Headsup, “Er Bottone” M.S. si e’ fatto dare il mio numero per chiamarmi…per dirmi che mi stava seguendo e che stavo andando bene (“[…] Ah fenomeno […]” e’ stata l’affermazione piu’ ricorrente della serata…)…Il “Ghisa” ha voluto seguire in diretta telefonica le ultime fasi…e quando sono uscito era lui il piu’ dispiaciuto!! Svit come sempre e’ stato immancabile (questi giorni non solo pokeristicamente, ma anche questa non e’ una novita’…)…Il Diverso ha addirittura invitato da Faccialibro le masse a fare il tifo per me…e poi, quando tutto si e’ concluso, Nik, gg e Eugenio90 hanno voluto condividere il momento con me, assieme anche ai Porrettas…peccato non aver incrociato Luna e la di lei Mamma…spero a presto anche con loro!

Gia’ che siamo in tema di poker…vorrei aggiungere a questa buona soddisfazione il +270 euri in tre pomeriggi al 2-5 del Casino di Barcellona a fine giugno…e il +1100 (dollari) di Vegas dello scorso ottobre (4 giorni)…L’Omaha anche va benino…e penso che da settembre dovro’ cedere alle pressioni di chi vorrebbe vedermi giocare in maniera piu’ sistematica…e “profittevole”…si vedra’!

Grazie a tutti per il sostegno, l’incoraggiamento, la presenza! Grazie grazie grazie 🙂

Pubblicato 3 agosto 2010 da markwalls in Poker

Oops…I did it again!   Leave a comment

Ieri è stata una giornata FAN-TA-STI-CA!…e una luuuunga giornata, direi…che si è iniziata con sveglia alle 6:50 e si è conclusa con lo spegnimento della luce del comodino alle 3:30 di notte…

Tra questi due eventi, ho: rivisto una vecchia amica…o meglio una nuova amica che non vedevo da tempo…fatto il “cane da guardia” all’esonero di Fisica Teorica (MQR, come si chiama ora!) su graditissimo invito di OB…rivisto lì un po’ di volti conosciuti (mi sa che non sono stato un buon esercitatore!)…a seguire, chiacchierata con OB e conseguenti “proposte di lavoro” (a tempo perso, ma molto gradite)…e due paroline ancora con un altro vecchio amico…

…poi ho ascoltato e capito, ascoltato e capito un po’ meno, ma con qualche margine di miglioramento…sono stato ascoltato e – spero! – fatto capire, sono stato ascoltato divertendomi e – credo! – fatto divertire alla mostra “Astri & Particelle”…anche lì, ho avuto il piacere di vedermi attorno volti vecchi (sono stato un buon esercitatore, allora?!) e piacevolissimi volti nuovi…

…mi sono fatto offrire un gelato scontato al Mercoledì-di-Fassi da “il Babbo” “Aldone”…dopo il pranzo da “De Rossi” / “Caressa”…

…stanco dopo tre visite guidate consecutive, ho ammorbato di farneticamenti due poveri amici malcapitati (una “camionista” e un cantore polifonico come il sottoscritto, a quanto apprendo)…

…ho rinunciato alla visione in solitaria de “L’invasione degli ultracorpi” alla rassegna cinematografica della mostra, per concedermi invece una cenetta da amici…con buone chiacchiere “in squadra” (due contro una!), vino e carbonara, schifezze e…qualche cos’altro…

…ho scrutato la “proteiforme varietà del genere umano” nella versione “bus notturno da Stazione Termini”…prima di abbondanarmi condinscendente tra le braccia di Morfeo (in mancanza d’altre!)…

Grazie a tutte e tutti 🙂

Pubblicato 3 dicembre 2009 da markwalls in A Walls Life

Una giornata con il Professor Marra   Leave a comment

Durante l’immancabile soggiorno estivo nei cari luoghi della Valnerina, ho avuto la possibilità di trascorre una mezza giornata con una persona per me molto importante, come ben sa chi mi legge e chi mi conosce. Dopo l’emozionante incontro del giugno dell’anno scorso, non avevo più rivisto il Prof, anche se ci siamo sentiti telefonicamente molto spesso.

Come forse alcuni sapranno, negli ultimi tempi il Professore ha avuto un po’ di guai di salute. Vi scrivo qui queste cose con il suo consenso. Mi ha pregato di far conoscere a tutti le sue condizioni di salute; vi incoraggia (tutti voi che l’avete conosciuto ed amato…tutti voi ai quali ha cambiato la vita!) a scrivergli e a chiamarlo; se ne avete voglia e se vi sarà possibile, di andare a trovarlo. Ne avrà sicuramente piacere e per lui penso sia molto importante sentire in questo momento la vicinanza e l’affetto di tutti.

Il Prof ci teneva particolarmente ad offrirmi quella trota alla quale, nell’occasione precedente, dovetti rinunciare per motivi logistici. Per questo, ci siamo visti all’ora di pranzo, nella piccola località sulla Valnerina dove il Prof preferisce trascorrere le proprie giornate…a due passi da Spoleto e lontano dall’odiata Roma…

L’ho trovato bene, considerando i suoi guai e le cure passate. Nonostante le grandi difficoltà nel leggere, la memoria è quella di sempre, anche quando la stanchezza si fa sentire. Spesso, più che proporre aneddoti, storie e racconti dal suo infinito bagaglio personale, mi chiede dei suoi ex-alunni con i quali sa che sono in contatto. Sa che tramite questa mia pagina web più d’uno di voi mi ha contattato. Sa del gruppo su FaceBook a lui dedicato e sul quale hanno scritto decine di suoi studenti, anche se lui non ha la possibilità di accedervi (non ha la connessione!).

Dopo il pranzo presso la bella località delle sorgenti della Valcasana, abbiamo trascorso il pomeriggio a casa del Prof. Una piccola ma graziosa casetta di legno e pietra, che, nonostante si affacci su una strada molto frequentata (la nostra cara SS209 – Valnerina, anche se nel tratto ormai un po’ meno battuto…), rimane al riparo da rumori e dal traffico. Un piccolo giardino rende più sopportabile il caldo delle giornate di questa estate.

Mi sono ripromesso di tornare quanto prima a trovarlo, con l’impegno, per la prossima volta, di leggere qualcosa assieme. Per me sarebbe un gioia grandissima poter godere ancora della cultura e delle capacità di spiegazione del Prof. Anzi, mi spiace aver mancato anche all’ovvia possibilità di raccontare un po’ meglio la Lectio Dantis della scorsa volta…Chi ha avuto la fortuna di assistere, da studente, alle lezioni del Professore ricorderà certamente la sua immensa capacità di riportare in vita non solo un autore o un’opera, ma la storia e la società di una intera epoca. Una vita dedicata in particolare allo studio di Dante gli permette di accompagnare chi lo ascolti sui luoghi e nei tempi del Poeta.

Chiunque ne abbia voglia, mi contatti senza remore di alcun tipo. Chi può, scriva al Prof…o meglio ancora lo chiami. Non vi fate scrupolo di disturbare, perché sicuramente il piacere di sentirvi sarà superiore! Vi prega solo di non mandare SMS, molto faticosi per lui da leggere sul cellulare…

Non fategli mancare il vostro affetto e la vostra presenza, perché lui si ricorda di ognuno di voi!!

Stia bene, Prof!

Pubblicato 3 settembre 2009 da markwalls in A Walls Life

29 Agosto   Leave a comment

La mattina del 29 Agosto del 1996, verso le 8 di mattina, 4 loschi figuri, vestiti di nero, con occhiali neri, su una macchina nera, si allontanarono dalla piazza di Castello in direzione Rapegna.

Fatta colazione da “Il Navigante” (!!!), fecero accuratamente in modo di essere notati dai pochi anziani che, dietro le finestre delle loro vecchie case di pietra, accoglievano in serenità il nuovo giorno. Serenità che venne forse oltremodo turbata dall’aspetto e dai discorsi dei quattro (non “[…] dei tre […]”, ma de “I Quattro”).

Questo si sa da 13 anni…ma, più o meno ogni anno, cerchiamo di ricordarlo assieme. Quella mattina, Andrea, Svit e Little – reduci dalla nottata trascorsa assieme – passarono a svegliarmi…ricordo (come fosse oggi) Marco zittire le mie pretestuose proteste (“devo lavarmi” “A che serve lavarsi la mattina?!”…)…

Quella mattina, andammo a Rapegna a svegliare Valeria e Franceschina…dopo lo stupore (soprattutto dei nonni…) e qualche ameno convenevole, io e Valeria proseguimmo la sfida a briscola contro Fede e Franz (avrebbe dovuto concludersi quando una coppia avesse raggiunto le 101 vittorie, nel corso dell’estate!!)…mentre Poret e Little si dedicarano per un po’ al nobile giuoco delle bocce, prima di tornare, a metà della mattinata, verso casa per riposare, al fine, un po’…

Dopo qualche partita (mi ricordo dieci sconfitte di fila, ma nulla potevamo contro l’abilità di Fede e – soprattutto! – quella di Francesca nel mostrare le carte al proprio compango e “rubacchiare” in ogni modo possibile!), io e Fede volgemmo i nostri passi verso Castello…

Nonostante che ci conoscessimo di vista dal 1987 – i tempi d’oro di Double Dragon al Capannaccio! – e in via definitiva prima dall’89 – il nostro gruppo con Glenda e gli altri – e poi dal 1991 (l’estate degli scacchi a Castello), durante quei 3km si svolse la nostra prima “chiacchierata seria” (seria…per quanto potesse essere serio a suo tempo ciò di cui parlammo…)…

Quello fu un primo ed importante momento di condivisione e confronto per me, a quel tempo ancora oltremodo chiuso e riservato (un po’ come adesso, no?!)…eppure, in quella occasione Svit mi mentì clamorosamente, come aveva programmato già in precedenza! Che dire?! A posteriori (incredibile vederlo scritto da parte mia!), fece bene. Una dimostrazione (delle tante altre che poi ho avuto modo di testimoniare) di quanto già allora fosse “troppo avanti”!

Un’estate particolare ed indimenticabile per un po’ tutti noi…per motivi più o meno piacevoli. La degna conclusione fu il ritorno a Roma: io e Andrea in macchina con Little, nell’altro veicolo Homungus e Vania. Per comunicare, i potenti “Skyphone”, enormi walkie-talkie anni ‘80 dalle lunghissime antenne (e dal range non proprio impressionante!)…la macchina carica di CD, due stereo e un televisore…Panino con la porchetta e lattina di Coca acquistate a Visso prima di intraprendere “la strada che non deve mai essere percorsa al contrario” (cioè in direzione Roma!)…

Dopo pochi km di Valnerina, Marco al volante con carta del panino aperta sulle ginocchia, cintura slacciata, panino in una mano e Coca nell’altra, per me antenna dello Skyphone fuori dal finestrino e tutta la “merce” al mio fianco…salutammo innocentemente i due carabinieri fuori dalla loro vettura lunga la strada…

Dopo il rischiato incidente sull’autostrada (io lo ricordo subito dopo Orte, aggirando la Madonna posta tra le diramazioni autostradali) per una estemporanea inchiodata davanti a noi, i sonori rutti di Andrea al cospetto della mia portiera…ricordo di aver trovato a casa il numero omaggio di una nuova rivista scacchistica, con report del vittorioso match di Campionato del Mondo FIDE di Karpov contro Kamsky…e la sera di aver visto “Sabrina” in cucina con mamma…il film era già iniziato…ancora non lo conoscevo, ma ricordavo di averne già visto la fine in un’altra occasione felice. Da quel momento è diventato uno dei film a me più cari…

13 anni fa…abbastanza, ma ancora in questa metà della mia esistenza. E in ogni caso, ancora ricordi vivissimi, sia nella mia testa, sia in quella dei miei compagni di avventura (che, in un modo o nell’altro, sono ancora oggi gli stessi di allora) e in quella che io amo chiamare la nostra “memoria collettiva”.

A loro il consueto augurio di “Buon 29 Agosto!”.

A tutte le altre amiche e agli amici, un saluto al rientro dalle vacanze. Come il giorno del compleanno o il primo dell’anno, questo è uno di quei giorni da dedicare ai buoni propositi…Per questa volta, proverò a non scriverne, ma metterne in atto di più!

Intanto, con questo post inauguriamo la nuova categoria “Mi ricordo…”, per non permettere che vada perduto “[…] il nostro patrimonio più grande: i ricordi […]”!

Una giornata particolarmente piacevole   2 comments

…si è iniziata con una sveglia “giusta” (9:00)…simpatico scambio di battute con la cassiera della metro…due chiacchiere al volo con OB, mentre recuperavo il materiale del lavoro assieme ad Artur…e la comunicazione di nuove cosa da fare presto…

…poi mezza giornata “circondato” dai miei ex-studenti – e in parte anche ottimi amici/e…due chiacchiere con Lapanzolo…fugace scambio di battute con un Valentripoli stranamente in ritardo…ho raccolto un po’ di materiale per la didattica – se verrà in futuro, in qualunque forma!…

…ho trovato un paio di piacevoli mail cui rispondere…

Qualche minuto ben speso a spettegolare di chi – evidentemente! – lo meritava…un paio di tentativi di fare auguri di buon compleanno in giro (giugno è un mese densissimo…una media di quasi uno al giorno, nella prima metà!)…

…piacevoli ripetizioni, primi contatti con la mia futura insegnante di flauto traverso…e dopo cena, per dessert, sessione di canto gregoriano (anche se un po’ “faticosa”, dopo due settimane di stop…), rapido salutino a Luvi, facilmente localizzabile nei dintorni dalla presenza della sua nuova LuviMobile…

…ora vi racconto queste semplici amenità, prima di concedermi all’abbraccio – e alla lettura – di Miss Julia…e del suo papà (con l’imperdibile posta)…

Anche domani promette bene! Una felice notte per tutti 🙂

Pubblicato 5 giugno 2009 da markwalls in A Walls Life

On stage…again! (prima parte)   Leave a comment

Reduce dalle (gratificanti!) “fatiche” della Notte dei Musei…e in attesa di tornare all’azione (presto…mooolto presto!) con il resto della combriccola, vi racconto (con colpevole ritardo…) la “puntata precedente” delle mie avventure da “Explainer Astronomico”…

E’ un giovedì verso la fine di aprile…il 16 maggio bussa alle porte (e dire che siamo in alto mare con la preparazione è un delicato eufemismo…); inoltre è un periodo molto ‘denso’ di ripetizioni (ben 4 fanciulli/e in quei giorni!)…ed anche al Museo, la mattina con le scuole, ho avuto parecchio da fare…

…e infatti quel giovedì, dopo le “animazioni museali” della mattina, sono immerso nel primo dei due ‘round’ di ripetizioni pomeridiane, quando squilla il cell…l’ottimo Gabriele che mi spara: “Ma ti andrebbe di fare degli spettacoli di planetario domani a La Sapienza?!”… “[…] capirai, a me me s’è allargato er core, io e il Planetario mobile…a La Sapienza […]” (eheh…avete colto il riferimento?!)…così, sull’onda del subitaneo entusiasmo, accetto senza indugio…

Mentre (già stanchino…) concludo la seconda sessione di rip, un pensiero mi coglie: come lo preparo uno spettacolo di planetario in mezza giornata (è giovedì sera…e venerdì sera siamo ‘in onda’: in mezzo, anche i tempi di trasporto del materiale…)…Richiamo GC, il quale mi conforta e convince, dicendomi che tutto sommato gli spettacoli saranno quelli di gennaio (all’Auditorium), con picolissimi aggiornamenti (visto che sono passati tre mesi e il cielo non se ne è stato con le mani in mano…o è la Terra che si è spostata??)…

La sera, davanti ad una rinfrescante birretta al Lapsutinna (ove ‘ovviamente’ intravedo la mia ex-esercitata AL), l’amica CCC fatica a comprendere quali paure potrebbero mai fermarmi dal fare una delle cose che al momento desidero fare di più!

Così venerdì mattina sono al Planet per un po’ di prove…in solitaria. Come ognun sa, manovrare da soli il planetarietto non è cosa semplicissima…ed infatti per gli spettacoli ci sono due persone in regia a sostegno del narratore!… Così mi limito a riprendere confidenza con il cielo stellato sopra la testa e con le scalette degli spettacoli (il canonico “Apriti Cielo” e il più esotico e narrativo “Verso i cieli del Sud”, ispirato ai viaggi del Capitano Cook – che poi…questo Capitano Cook…chi era?!)…

Svanite nel corso della mattinata le illusioni di poter fare delle prove complete, verso le 15 principiamo le manovre di trasbordo Museo –> Sapienza… La cosa non è banalissima…e nonostante che siamo attrezzati con camioncino, il materiale è ‘assai’: la cupola gonfiabile (che per sgonfiarla e piegarla…potrei mettere in giro delle foto assai imbarazzanti!), i sacchi di ancoraggio, il proiettore…casse, mixer, due PC…già dal museo al nostro mezzo posteggiato nel piazzale le difficoltà sono importanti!

…ma non finisce qui! Con G e AC, compagna d’avventura per la serata, dobbiamo passare al Museo di Zoologia a…prendere le sedie, perché Er Sapienza non ce le fornisce!! Armati di un rudimentale carrelletto (conosco dei carrelletti che si offenderebbero a sentirsi paragonati a quello!), dobbiamo fare quattro viaggi dal primo piano del Museo alla strada…

Una volta arrivati al Dipartimento di Fisica, ci ricongiungiamo con GM e GG, i quali completano la squadra per questo evento. Ora ci attende la scelta più difficile: sistemare la cupola nel piazzale davanti al Vecchio Edifico (secolare campo di gioco, ove si dice che già Il Decano trascorresse i propri pomeriggi…), oppure dentro, al secondo piano?? Il vero problema è la quasi-certezza della pioggia che dovrà cadere…con conseguenze sostanzialmente letali per gli spettacoli dentro la cupola! L’alta probabilità che la minaccia si attui, unita al suo potenziale effetto devastante sul nostro lavoro, ci convince infine a gonfiare la cupola dentro l’edificio. Peccato, perché fuori avrebbe fatto tutt’altro effetto…e soprattutto avrebbe richiamato gli ignari passanti (ma perché qualcuno dovrebbe essere dentro La Sapienza di venerdì sera, se non sapesse già che c’è qualche evento???)…

Ancora qui, oltre alla difficoltosa ‘ascensione’ di tutto il materiale, quando anche le difficoltà relative agli attacchi elettrici sembrano essere risolte, quando ormai la cupola è ‘ripiena’ di tutte le nostre attrezzature e i frequentatori abituali del VEF si sono resi conto dell’ingombrante presenza dell’intruso…

…si presenta un problema ‘importante’: la cupola, ad un esame più attento (dall’interno) in realtà tocca il soffitto…e dunque la sommità si appiattisce ed il moto delle stelle ne è mortalmente offeso!! Decidiamo dopo breve consultazione (ormai possiamo fare poco!) di cassare il pur interessante spettacolo di Cook (sì, Cook…quello che…), che comporta degli ampi spostamenti sulla/della volta celeste, i quali metterebbero massimamente in risalto la deformazione della cupola!

Da qui in poi si succedono fasi molto concitate: siamo perseguitati da problemi di natura elettrica, la gente principia ad affacciarsi, colpevole anche una notizia sbagliata sull’orario di inizio…Quando infine scoccano le 20:30, orario previsto per l’inizio del primo dei 6 spettacoli, tutto sembra essere in ordine…così accordiamo il permesso di far entrare le persone…

Alt!…Signori, abbiamo dimenticato un dettaglio: chi fa questo spettacolo??? Gianluca non ha mai visto lo spettacolo (all’Auditorium aveva il suo bel da fare in altra attività!), Alessia vorrebbe non essere la prima, io non mi sento abile per la regia… Resta più o meno un’unica possibilità: io alla voce, Gabriele e Giangiacomo in regia!

E allora…che “Apriti cielo” sia!

(fine prima parte)

Pubblicato 27 maggio 2009 da markwalls in Planetario

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